
Storia: l'ente Musei provinciali altoatesini
Il 22 settembre 2003 otto musei provinciali costituiti tra il 1976 e il 2003 nei settori dell’archeologia, delle scienze naturali, dell'industria mineraria, dell’etnografia, (usi e costumi, caccia e pesca, cultura enologica), della storia e cultura ladina e dello sviluppo turistico vengono riuniti nell'ente Musei provinciali altoatesini.
I singoli musei hanno sede a Bolzano, Merano, Caldaro, Teodone/Brunico, Castel Wolfsthurn a Mareta e Ćiastel de Tor a San Martino in Badia. Il Museo delle miniere ha la sua amministrazione centrale a Racines ed è dislocato in diverse sedi: Cadipietra e Predoi in Valle Aurina, Masseria in Val Ridanna e San Leonardo in Val Passiria (queste ultime due valli sono divise dal Monteneve, al cui interno si snoda la miniera).
A Castel Tirolo si trova un ulteriore museo provinciale, dedicato alla cultura e alla storia locali. Si tratta di un museo che costituisce un ente a sé ma è legato ai Musei provinciali altoatesini da un intenso rapporto di collaborazione.
Oggi: l'Azienda Musei provinciali
Con l'1 gennaio 2010 l'ente Musei provinciali altoatesini diviene Azienda Musei provinciali localizzata presso la neonata Ripartizione provinciale Musei, con un nuovo statuto: inizia un'era di più intenso coordinamento con la Provincia Autonoma di Bolzano.
La finalità precipua dell'Azienda Musei provinciali è avvicinare i visitatori alla varietà culturale e alla storia naturale e sociale del territorio provinciale, attraverso modalità di rappresentazione e trasmissione moderne ed efficaci, per permettere sia al mezzo milione di abitanti sia ai numerosi vacanzieri di entrare in contatto diretto con la realtà culturale, storica e naturale dell'Alto Adige.